<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5323913233908316781</id><updated>2011-04-22T06:51:27.142+02:00</updated><category term='Reiss'/><category term='Telecomunicazioni'/><category term='conoscenza'/><category term='Borges'/><category term='memoria'/><category term='rete'/><category term='internet'/><category term='Romoli'/><category term='Formazione'/><title type='text'>Sassolini</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://isassolini.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5323913233908316781/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://isassolini.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Valeriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13149766877945412169</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>4</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5323913233908316781.post-4740069227372223811</id><published>2008-11-19T11:41:00.001+01:00</published><updated>2008-11-19T11:41:53.596+01:00</updated><title type='text'>Una uggiosa domenica di novembre.</title><content type='html'>&lt;p&gt;Ho passato una uggiosa domenica di novembre nell'impresa impossibile di  mettere un po' di ordine nela stanza che a casa, un po' pomposamente, chiamiamo  studio. Sono stato costretto a farlo perché ne andava del mio matrimonio.&lt;br /&gt;Ho  tirato fuori dai cassetti e dagli scaffali una miriade di CD-Rom con software  vecchio di anni. Poco male pechè si può prendere e buttare tutto, anzi smaltire  più che buttare.&lt;br /&gt;Quindi ho fatto delle ordinatissime pile di dischi dividendo  per bene il tutto. Ciò che andava smaltito da una parte e poi tanti mucchietti  di quello che ho deciso di conservare. E qui viene il bello.&lt;br /&gt;Un bel po' di  soldi spesi nel corso degli anni per acquistare diverse opere in CD-Rom che oggi  non ne vogliono sapere di funzionare ne' con Vista, ne' con Windows XP.&lt;br /&gt;Da  utente abbastanza "scafato" ho pensato che posso recuperare il tutto installando  delle virtual machine su Windows Vista in modo da farci girare vecchi sistemi  operativi come il DOS, o Windows 3.1 o Windows 95/98.&lt;br /&gt;Vi sta venendo il  voltastomaco vero? Viene da pensare "Ma di che cosa sta parlando?" "Virtual  machine, sistemo operativi, DOS...". E avete ragione.&lt;br /&gt;Perché a pensarci bene  vengono i brividi...&lt;br /&gt;In che modo stiamo trasferendo la conoscenza alle  generazioni future? Su supporti che diventano obsoleti nel giro di pochi anni e  che fra venti o trenta anni nessuno sarà più in grado di far  funzionare?&lt;br /&gt;Sappiamo che i libri hanno restistito per quasi un millennio, ma  non sappiamo se così sarà per un CD-Rom, un DVD o quello che sarà che ci avevano  garantito per l'eternità. Magari il supporto durerà per tutta l'eternità, ma con  che cosa lo leggeremo? Quale sistema utilizzeremo? E quando non saranno più  buoni ricominceremo tutto daccapo?&lt;br /&gt;E' spaventoso pensare che la memoria della  nostra generazione e di quelle che la seguiranno sarà affidata a supporti che  tra una generazione saranno irrimediabilmente superati. E questo vale per le  immagini, per i suoni, per tutto ciò che la nostra cultura produce in formato  digitale.&lt;br /&gt;Queli le possibili soluzioni?&lt;br /&gt;Si potrebbe pensare alla rete che  conserva tutto per noi. I contenuti potrebbero stare su server e potrebbero  essere indipendenti dal software o dal sistema che ciascuno di noi ha a  casa.&lt;br /&gt;Ma questo implicherebbe un mondo costantemente connesso e soprattutto  tutti i contenuti in mano ai pochi che detengono questi  immaginifici mega-server... Una specie di super Google conserverebbe tutto per  noi e francamente credo che non mi piacerebbe.&lt;br /&gt;Al momento non riesco a  pensare a soluzioni...&lt;br /&gt;So solo che, come ha scritto Eco" un libro è finito in  se stesso... E' un oggetto già perfetto. Non ho bisogno di altro per poterne  godere. Non di una presa di corrente o di una stanza adatta. Posso portarlo in  un isola deserta o al bagno o nella foresta amazzonica ed anche lì un libro sarà  sempre un libro.&lt;br /&gt;Ma un computer? Un lettore di DVD? Un lettore di e-book?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il dibattito è aperto.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5323913233908316781-4740069227372223811?l=isassolini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://isassolini.blogspot.com/feeds/4740069227372223811/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5323913233908316781&amp;postID=4740069227372223811' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5323913233908316781/posts/default/4740069227372223811'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5323913233908316781/posts/default/4740069227372223811'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://isassolini.blogspot.com/2008/11/una-uggiosa-domenica-di-novembre.html' title='Una uggiosa domenica di novembre.'/><author><name>Valeriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13149766877945412169</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5323913233908316781.post-6333931891935148781</id><published>2008-10-25T12:56:00.002+02:00</published><updated>2008-10-25T22:36:28.980+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Romoli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Formazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Reiss'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Telecomunicazioni'/><title type='text'>Reiss Romoli chiude? Ditemi che non è vero.</title><content type='html'>&lt;p&gt;La Reiss Romoli chiude? Ma siamo veramente così ciechi ed incoscienti?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fino a qualche anno fa per noi che viviamo a L'Aquila lavorare in &lt;a title="TILS - Campus Guglielmo Reiss Romoli" href="http://www.tils.com/noi/centri/campus.asp"&gt;Reiss Romoli&lt;/a&gt; era quasi un privilegio. Provavo orgoglio ed anche un pizzico di sana invidia per gli amici che avevano la possibilità di trovarsi in un ambiente stimolante e con una fortissima carica di innovazione. Un centro di eccellenza unico in Italia e come pochi in Europa e LAquila poteva essere fiera di questa realtà. Un patrimonio di capacità, di conoscenze e di persone meravigliose che ora corre il rischio di essere buttato alle ortiche perché logiche economiche incapaci di guardare oltre il proprio naso ne hanno decretato l'inutilità.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ci sarà il coraggio e la lungimiranza di salvare questa realta unica?&lt;br /&gt;Coraggio a tutti. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Mi auguro di cuore che una soluzione si possa trovare al più presto. In caso contrario ci sarebbe un'altro pezzo di futuro che viene sottratto alla città dell'Aquila.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Gli amici della Reiss Romoli, ora TILS, hanno pubblicato un blog che vi invito a visitare.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Lo trovate qui: &lt;a title="Salviamo la Reiss Romoli." href="http://reissromolichiude.splinder.com/" target="_blank"&gt;reissromolichiude.splinder.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5323913233908316781-6333931891935148781?l=isassolini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://isassolini.blogspot.com/feeds/6333931891935148781/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5323913233908316781&amp;postID=6333931891935148781' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5323913233908316781/posts/default/6333931891935148781'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5323913233908316781/posts/default/6333931891935148781'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://isassolini.blogspot.com/2008/10/reiss-romoli-chiude-ditemi-che-non-vero.html' title='Reiss Romoli chiude? Ditemi che non è vero.'/><author><name>Valeriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13149766877945412169</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5323913233908316781.post-1967100409126071940</id><published>2008-10-25T12:54:00.001+02:00</published><updated>2008-10-25T12:55:47.251+02:00</updated><title type='text'>Una scuola di tutti e per tutti.</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 102, 102); font-family: Tahoma; font-size: 13px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family: Tahoma, verdana, arial; font-size: 13px; color: rgb(102, 102, 102); "&gt;&lt;em style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;Quello che segue è lo stralcio di un discorso tenuto da &lt;/em&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Calamandrei" target="_blank" title="Piero Calamandrei" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold; text-decoration: none; "&gt;&lt;em style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;Piero Calamandrei&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt; l'11 febbraio del 1950 al terzo congresso in difesa della scuola nazionale. Il discorso, tenuto in tempi non sospetti, non ha certamente bisogno di commenti.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family: Tahoma, verdana, arial; font-size: 13px; color: rgb(102, 102, 102); "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family: Tahoma, verdana, arial; font-size: 13px; color: rgb(102, 102, 102); "&gt;"Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza.&lt;br /&gt;Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? &lt;br /&gt;Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali.&lt;br /&gt;C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci).&lt;br /&gt;Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. &lt;br /&gt;Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato.&lt;br /&gt;E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono piu' facili, si studia meno e si riesce meglio. &lt;br /&gt;Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in  malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private.&lt;br /&gt;Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. &lt;br /&gt;Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. &lt;br /&gt;Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro  pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico"&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family: Tahoma, verdana, arial; font-size: 13px; color: rgb(102, 102, 102); "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family: Tahoma, verdana, arial; font-size: 13px; color: rgb(102, 102, 102); "&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Calamandrei" target="_blank" title="Biografia di Piero Calamandrei da Wikipedia" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold; text-decoration: none; "&gt;&lt;em style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;Piero Calamandrei&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt; (1889-1956)&lt;br /&gt;Discorso pronunciato al III Congresso in difesa della scuola nazionale. Roma l'11 febbraio 1950.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5323913233908316781-1967100409126071940?l=isassolini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://isassolini.blogspot.com/feeds/1967100409126071940/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5323913233908316781&amp;postID=1967100409126071940' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5323913233908316781/posts/default/1967100409126071940'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5323913233908316781/posts/default/1967100409126071940'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://isassolini.blogspot.com/2008/10/una-scuola-di-tutti-e-per-tutti.html' title='Una scuola di tutti e per tutti.'/><author><name>Valeriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13149766877945412169</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5323913233908316781.post-2650436769368023171</id><published>2008-10-25T12:32:00.000+02:00</published><updated>2008-10-25T12:36:19.305+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Borges'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rete'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='internet'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='conoscenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='memoria'/><title type='text'>Funes el memorioso (per ricordarmi di non scrivere troppe scemenze)</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 102, 102); font-family: Tahoma; font-size: 13px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family: Tahoma, verdana, arial; font-size: 13px; color: rgb(102, 102, 102); "&gt;Tutti possono mettere in circolazione le proprie idee grazie alla rete e la rete ricorda tutto, ma fino a che punto è utile e necessario?&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family: Tahoma, verdana, arial; font-size: 13px; color: rgb(102, 102, 102); "&gt;In un meraviglioso racconto “Funes el memorioso”, pubblicato nella raccolta Finzioni, Jorge Luis Borges recconta di Funes; un ragazzo di una piccola cittadina argentina dotato di una memoria prodigiosa. Una memoria che ricorda tutto oltre qualsiasi possibile immaginazione. Funes trovava il linguaggio troppo semplice e schematico perchè non comprendeva come potesse esserci una sola parola per chiamare le nuvole quando le nuvole erano continuamente in movimento e le nuvole di mezzogiorno non erano già più uguali alle nuvole di mezzogiorno e un minuto. Funes ricordava posizione e colore delle nuvole di ogni minuto di ogni giorno di ogni anno della sua vita ed avrebbe voluto che esistesse una parola per ognuna di quelle nuvole. Se noi con la parola foglia possiamo indicare anche tutte le foglie di un albero per Funes non era così perché ogni foglia, dal colore, dalle venature e dai bordi era diversa da un'altra e Funes con una sola occhiata riusciva a memorizzarle tutte ed a ciascuna avrebbe voluto dare un nome.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family: Tahoma, verdana, arial; font-size: 13px; color: rgb(102, 102, 102); "&gt;Mi è tornato in mente questo racconto di Borges pensando alla possibilità che c'è oggi di conservare, per sempre, tutto quello che viene prodotto dalla mente dell'uomo. L'utile, ma anche l'inutile o il dannoso. E mi chiedo se sia giusto o meno. Se sia o no opportuno.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family: Tahoma, verdana, arial; font-size: 13px; color: rgb(102, 102, 102); "&gt;Credo che la cultura, oltre che bagaglio, accumulo di conoscenze e capacità di collegamento sia anche (o soprattutto?) selezione. Capacità di trattenere ciò che vale la pena di trattenere e di dimenticare beatamente ciò che non serve, o è ridondante.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family: Tahoma, verdana, arial; font-size: 13px; color: rgb(102, 102, 102); "&gt;Si sostiene spesso che la cultura la impongono i modelli vincenti (i vincitori) a scapito degli sconfitti e certamente c'è del vero in questo. Ma se oggi molti conoscono Mozart e pochi sanno chi era Salieri è solo per un buffo scherzo del destino o perché la musica di Salieri non era così grande come quella di Mozart e se oblio c'è stato il mondo in fondo non ha perso moltissimo? E che dire di poeti e scrittori che non hanno retto alla prova del tempo mentre Dante è giunto fino a noi e continua ad appassionare migliaia di lettori attenti? Forse la selezione che c'è stata non sarà stata la migliore possibile, ma se Beethoven o Scarlatti continuano ad appassionarci al contrario di tanti musicisti misconosciuti una qualche ragione deve pur esserci e non può essere spiegata come l'arroganza di chi ha vinto.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family: Tahoma, verdana, arial; font-size: 13px; color: rgb(102, 102, 102); "&gt;E oggi invece? Chi fa da filtro? Chiunque può pubblicare in rete quello che vuole e la rete continuerà a ricordarlo ed a riproporlo; probabilmente per sempre. E' giusto? In rete troviamo siti su siti che ci raccontano tutto sul Sacro Graal e sui templari; siti che propongono improbabili cure mediche o pagine su pagine in cui si nega la Shoah o si fa l'apologia di ideologie che hanno portato l'umanità ad un passo dal baratro o manuali per costruirsi in casa bombe o droghe. Ed è tutto lì; alla portata di tutti; pronto e disponibile con pochi click. E la rete ricorderà tutto per sempre.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family: Tahoma, verdana, arial; font-size: 13px; color: rgb(102, 102, 102); "&gt;Quali sono allora le difese che possiamo mettere in campo?&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family: Tahoma, verdana, arial; font-size: 13px; color: rgb(102, 102, 102); "&gt;Come fare a dimenticarci tranquillamente filtrando quello che è giusto da quello che lo è meno?&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family: Tahoma, verdana, arial; font-size: 13px; color: rgb(102, 102, 102); "&gt;Intendiamoci, la rete è anche (e soprattutto) un formidabile strumento di conoscenza e di democrazia. L'esplosione dei social network ha aumentato a dismisure le capacità e le possibilità di partecipazione delle persone. E se oggi un abitante di una piccola città africana può chiacchierare e scambiare opinioni con un abitante di New York questo lo dobbiamo alla rete.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family: Tahoma, verdana, arial; font-size: 13px; color: rgb(102, 102, 102); "&gt;Ma e vero che dobbiamo imparare a filtrare, visto che in questo mondo non c'è più chi può farlo per noi. Internet non è un enciclopedia i cui contenuti sono stati vagliati e validati da persone con competenze sui singoli argomenti.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family: Tahoma, verdana, arial; font-size: 13px; color: rgb(102, 102, 102); "&gt;Internet è (quasi) totalmente libera ed allora dobbiamo attrezzarci noi per distinguere l'informazione buona dalla patacca. La cura medica attendibile da quella rivelata sulla terra a qualcuno dagli alieni (sic).&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family: Tahoma, verdana, arial; font-size: 13px; color: rgb(102, 102, 102); "&gt;Dobbiamo farlo da soli?&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family: Tahoma, verdana, arial; font-size: 13px; color: rgb(102, 102, 102); "&gt;Secondo me no. Penso che la scuola dovrebbe raccogliere questa enorme sfida non per dire agli studenti (cittadini e navigatori di domani) cosa è buono e cosa non lo è; cosa è attendibile e cosa non lo è, ma più semplicemente cercare di fornire a ciascuno gli strumenti per essere in grado di valutare autonomamente cosa valga la pena di leggere e cosa no, ciò che può essere attendibile e ciò che non può esserlo; cosa filtrare nel personale setaccio della cultura e cosa no.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family: Tahoma, verdana, arial; font-size: 13px; color: rgb(102, 102, 102); "&gt;La sfida è enorme, ma va raccolta, altrimenti si diventerà come il povero Funes, che grazie alla prodigiosa memoria che non dimenticava nulla aveva imparato in pochi giorni il greco ed il latino, ma non sapeva cosa farsene e spesso non era in grado di comprendere ciò che leggeva.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family: Tahoma, verdana, arial; font-size: 13px; color: rgb(102, 102, 102); "&gt;Questa è la sfida che attende la nostra società e che non può essere elusa.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family: Tahoma, verdana, arial; font-size: 13px; color: rgb(102, 102, 102); "&gt;Saremo in grado di farlo?&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5323913233908316781-2650436769368023171?l=isassolini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://isassolini.blogspot.com/feeds/2650436769368023171/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5323913233908316781&amp;postID=2650436769368023171' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5323913233908316781/posts/default/2650436769368023171'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5323913233908316781/posts/default/2650436769368023171'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://isassolini.blogspot.com/2008/10/funes-el-memorioso-per-ricordarmi-di.html' title='Funes el memorioso (per ricordarmi di non scrivere troppe scemenze)'/><author><name>Valeriano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13149766877945412169</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
